BOZZA

Questo articolo, dedicato per lo più ai principianti, cerca di chiarire le idee a riguardo di un altro problema che salta spesso fuori nelle discussioni su certe fotografie, vale a dire il fatto che siano "ritoccate" con Photoshop. Questo tema sul dibattito se sia lecito modificare le immagini al pc o lasciarle inalterate rispetto a come escono dalla macchina fotografica è stato trattato ormai ovunque e costituisce veramente le basi della fotografia e tratta cose che saranno super scontate a chi è del mestiere. Tuttavia ogni volta che ho letto una spiegazione al perchè l'utilizzo di Photoshop sia "lecito" ho sempre ritrovato le stesse frasi che davano una certa spiegazione solo teorica. In questo articolo cercherò invece di mostrare chiaramente anche alcuni esempi pratici, utilizzando come sempre alcuni miei scatti di Torino.

 

Partiamo da una premessa. Le immagini che vengono discusse su forum social ecc. e sulle quali si innesca quasi sempre questo dibattito sono al 90% fotografie di paesaggi, scorci urbani, ritratti, scattati più che altro per uso personale e questo influenza molto l'idea che si ha sul fotoritocco. Ma per affrontare questo discorso bisogna partire da una concezione più generale della fotografia.

 

La fotografia non è costituita da un genere soltanto nè ha sempre e solo un unico scopo. Per questo prima di iniziare a parlare di questa tematica andrebbe fatta una enorme distinzione. Il come viene ritoccata una foto dipende sempre dall'utilizzo e dal destinatario finale.

In un'immagine di reportage che documenta un evento storico o politico importante, una guerra, ecc nessuno andrà a verificare la totale fedeltà cromatica, la messa a fuoco impeccabile, il micromosso, qualche luce bruciata e così via. Quello che conta è il momento, il significato della scena catturata, inoltre spesso gli autori di queste foto hanno la priorità del mandarle il prima possibile alla redazione quindi anche volendo non avrebbero il tempo necessario a eseguire una post produzione. La stessa cosa vale ad esempio per gli eventi sportivi.

In questi casi non c'è alternativa possibile allo scatto in jpeg, in modo da aver un file subito pronto e che non richiede alcun altro intervento.

Altro esempio in questa categoria possono essere le foto "amatoriali" scattate in vacanza, in cui quello che conta è il catturare un momento da ricordare, una serie di immagini da stampare nel classico album da sfogliare in futuro, o ancora le foto scattate a feste e eventi, in cui spesso le condizioni di luce sono circa uniformi e quindi va benissimo scattare in jpeg regolando una volta soltanto il bilanciamento del bianco.

Dal lato opposto ci sono gli scatti "fashion" destinati alle copertine di riviste di moda o destinate a progetti particolari in cui l'utilizzo anche intenso di photoshop è indispensabile perchè l'obiettivo è quello di arrivare a un risultato assolutamente perfetto e comunque seguendo il target e il risultato voluto, in questi casi la fotografia assume ancora di più aspetti artistici e creativi e il lavoro diventa quasi un misto di fotografia e arte grafica.

 

Le fotografie di cui invece voglio parlare in questo articolo stanno invece nel mezzo e sono probabilmente proprio quelle su cui nascono queste discussioni. Sono le foto realizzate da una vasta categoria di fotografi, dal principiante al fotoamatore e poi condivise sui social o nel proprio sito e spaziano dai classici paesaggi, agli scorci urbani, ai ritratti. Per tutte queste immagini la risposta alla questione è una e una soltanto: sì, la postproduzione è necessaria e anzi fa parte del processo del creare l'immagine finale. Qui di seguito cercherò di far capire il perchè anche ai più scettici.

E' lecito utilizzare Photoshop per sviluppare i propri scatti? Un problema nato con la fotografia digitale

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